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sabato 3 gennaio 2015

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare

Matteo 25,31-46

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

 Puoi amare Dio, puoi curarlo, e giocare con lui, sfamarlo, insegnarli a leggere e a scrivere, e a camminare, e cambiagli i panni, o le bende; o farti medicare dalle sue mani, farti sorreggere da lui, farti consolare, o lasciarti imboccare quando sei vecchio e malato.
Ma prima devi vedere Dio negli umani. 
Il messaggio di Gesù Cristo va oltre l'amore per un dio astratto e lontano, dice: "puoi tenermi in braccio in un bambino", e quando vedi Dio, il Creatore, l'Onnipontente che si fa tenere in braccio da te... è già il paradiso nel tuo cuore.
  
Per noi cristiani Dio si fa adorare nel suo tempio, che è l'uomo fatto a sua immagine e somiglianza: curare le piaghe di un malato, sfamare un affamato è un atto sacerdotale. Giocare con un bambino è un atto sacerdotale. L'amore per i fratelli è in se stesso l'atto sacerdotale più gradito a Dio.

sabato 13 dicembre 2014

le hai rivelate ai piccoli

In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Matteo 11,25-30.

Ecco l'agnello di Dio

Come posso non farmi agnello se voglio essere discepolo di Cristo?

Dio Salva


Che cosa vuol dire il nome Gesù? E' un nome scelto a caso fra i diversi nomi ebraici o ha un particolare significato se visto nell'ambito della missione salvifica di Cristo? 
L'osservazione dell'etimo di "Gesù" può far riflettere. 

Gesù è l'adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshu'a), passato in greco biblico come Ἰησοῦς (Iēsoûs) e in latino biblico come Iesus; si tratta di una tarda traduzione aramaica del nome ebraico יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshu'a), (in italiano Giosuè), che ha il significato di "YHWH è salvezza", "YHWH salva" ed ha un significato pressoché identico a quello del nome Isaia.
In greco, Yehoshu'a venne reso utilizzando il nome Ιασων (Iason - in italiano Giasone) a sua volta derivante da ιασθαι (iasthai), "guarire", che significa perciò "guaritore", "taumaturgo", o secondo certe fonti dal termine jaomai, col significato di "forte", "potente". Nella Bibbia è citato un sommo sacerdote di nome Giasone, nel qual caso si trattava della forma greca del sopra menzionato nome ebraico Yehoshua. Il nome ebraico e quello greco si fusero successivamente, durante la cristianizzazione della Grecia.
In Gesù si trova dunque il  tetragramma YHWH da interndersi ome il nome di Dio.
L'interpretazione del tetragramma YHWH si basa su un passo del Libro dell'Esodo (3, 14) nel quale esso è solitamente tradotto in italiano con "io sono". La frase completa è così tradotta: "io sono ciò che sono", "io sono colui che è", "io sono colui che sono" o ancora "io sono io-sono". Nella versione in lingua greca della Bibbia detta dei Settanta, dove il tetragramma è reso come Kyrios, il Nome è tradotto "ego eimi ho òn" letteralmente "io sono l'esistente"
La Jewish encyclopedia riporta:


« è possibile determinare con un buon grado di certezza la pronuncia storica del Tetragramma, e il risultato è in accordo con l'affermazione contenuta in Esodo 3:14, nel quale la radice verbale si rivela come "Io sarò", una frase che è immediatamente preceduta dall'affermazione completa "Io sarò ciò che sarò", oppure, come nelle versioni in italiano il nome deriva dalla radice del verbo essere. Questo punto è decisivo per la pronuncia poiché l'etimologia è basata in questo caso sulla parola nota. Gli esegeti più antichi, come Onkelos, i Targumin di Gerusalemme e lo pseudo-Gionata considerano Ehyeh e Ehyeh asher Ehyeh come il nome della Divinità, e accettano l'etimologia di hayah: "essere"»
Il tetragramma potrebbe anche significare "io mostrerò d'essere ciò che mostrerò d'essere" oppure "Io sono l'essenza dell'essere"; il nome per indicare che Dio può manifestarsi nel tempo come tutto ciò che desidera e che attualmente
è fuori del tempo. Con ciò YHWH dice a Mosè di essere colui che è sempre presente a favore del suo popolo. Il nome di Dio assume così un doppio significato:
 - storico-salvifico: io sono colui che è presente per salvare il mio popolo dalla schiavitù d'Egitto;
- metafisico: io sono colui che esiste di per sé; Dio rivela a Mosè di essere l'Essere in quanto essere. Tale significato è stato sviluppato in epoca cristiana, soprattutto nell'ambito della riflessione metafisica e ontologica.

A questo punto è chiaro che il nome Gesù significa sostanzialmente "YHWH salva", e poichè il tetragramma "YHWH" si traduce sinteticamente in italiano con "Io Sono", si può ulteriormente affermare che "Gesù"significa "Io-Sono-salva", in altre paorle "Dio Salva", "Dio è salvatore". Ecco che il Salvatore Divino si dichiara fin dal suo nome.

*  cfr Wikipedia alle voci