domenica 4 gennaio 2015

le cose che non esistono

Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.

Forse non tutte le cose che non esistono è vero che non esistono, forse chi crede in esse ha ragioni serie per farlo, ed esse, talvolta... esistono.

Domande sulla mia fede

Come faccio a dire che Gesù è stato realmente Dio? 
Ma come potrei non dirlo data la mia esperienza di Cristo? Le sue parole, i suoi gesti, tutto risuona in me come solo la voce di Dio può risuanre. In Lui c'è l'amore, la giustizia, l'autorità, la mitezza, e ci sono quelle parole di vita eterna che soltanto Dio può avere.
Ho cercato in mille modi di "smontare" la figura di Cristo e non ci sono mai riuscito.

Come faccio a pensare che la chiesa sia la Sua chiesa? 
Lo dice la storia che la chiesa è qella di Cristo, basta studiarla, e lo dice la dottrina che è fedele al vangelo. Lo dicono i santi che sono una prova della fedeltà della chiesa al Signore.

Come faccio a credere nelle Scritture come divine e inalterabili? 
Le credo divine Perchè lo sono di fatto. C'è una ale abbondanza di segni che anhe solo un decimo della Scrittura potrebbe bastare a far credere in Dio e in Gesù Cristo. Come non vedere in Mosè che attraversa il Mar Rosso col popolo la profezia di Cristo che muore e risorge, e della chiesa? O non vedere in Davide il piccolo Gesù che sconfigge il "signore di questo mondo"con la forza della sua parola?

Come faccio ad essere certo che quelle che sembrano solo delle mie suggestioni siano invece manifestazioni divine? 
Perchè trovano sempre conferma nella scrittura, e nelle esperienze dei miei fratelli cristiani, e perfino in quelle dei credenti di altre fedi. Perchè non sono suggestioni, ma osservazioni razionali in armonia col senso della vita e delle cose.  

sabato 3 gennaio 2015

Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare

Matteo 25,31-46

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

 Puoi amare Dio, puoi curarlo, e giocare con lui, sfamarlo, insegnarli a leggere e a scrivere, e a camminare, e cambiagli i panni, o le bende; o farti medicare dalle sue mani, farti sorreggere da lui, farti consolare, o lasciarti imboccare quando sei vecchio e malato.
Ma prima devi vedere Dio negli umani. 
Il messaggio di Gesù Cristo va oltre l'amore per un dio astratto e lontano, dice: "puoi tenermi in braccio in un bambino", e quando vedi Dio, il Creatore, l'Onnipontente che si fa tenere in braccio da te... è già il paradiso nel tuo cuore.
  
Per noi cristiani Dio si fa adorare nel suo tempio, che è l'uomo fatto a sua immagine e somiglianza: curare le piaghe di un malato, sfamare un affamato è un atto sacerdotale. Giocare con un bambino è un atto sacerdotale. L'amore per i fratelli è in se stesso l'atto sacerdotale più gradito a Dio.

Peccato e peccatore


giovedì 1 gennaio 2015

Dio Padre Maria madre

Dio è Padre perchè "padre" è il termine che più si avvicina a colui che è genitore senza partorire, è Padre nello Spirito. Maria è "mater", in quanto è madre nella materia. Dio è Padre (non in umanamente limitato) anche se, possedendo Egli la pienezza dell'Amore, ha anche quell'amore che noi definiremmo "materno".

Veni, creator Spiritus

Vieni, o Spirito creatore,
visita le nostre menti,
riempi della tua grazia
i cuori che hai creato.
O dolce consolatore,
dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore,
santo crisma dell'anima.
Dito della mano di Dio,
promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni,
suscita in noi la parola.
Sii luce all'intelletto,
fiamma ardente nel cuore;
sana le nostre ferite
col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico,
reca in dono la pace,
la tua guida invincibile
ci preservi dal male.
Luce d'eterna sapienza,
svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio
uniti in un solo Amore.
 Amen.


Veni, creátor Spíritus,
mentes tuòrum vísita,
imple supérna grátia,
quæ tu creásti péctora.
Qui díceris Paráclitus,
altíssimi donum Dei,
fons vivus, ignis, cáritas,
et spiritális únctio.
Tu septifòrmis múnere,
dígitus patérnæ déxteræ,
tu rite promíssum Patris,
sermóne ditans gúttura.
Accénde lumen sénsibus,
infúnde amórem córdibus,
infírma nostri córporis
virtúte firmans pérpeti.
Hostem repéllas lóngius
pacémque dones prótinus;
ductóre sic te prævio
vitémus omne nóxium.
Per Te sciámus da Patrem
noscámus atque Fílium,
teque utriúsque Spíritum
credámus omni témpore.
Deo Patri sit glória,
et Fílio, qui a mórtuis
surréxit, ac Paráclito,
in sæculórum sǽcula.
 Amen.

Te Deum laudámus


Noi ti lodiamo, Dio *
ti proclamiamo  Signore.

O eterno Padre, *

tutta la terra ti adora.

 

A te cantano gli angeli *

e tutte le potenze dei cieli:

Santo, Santo, Santo *

il Signore Dio dell'universo.

 

I cieli e la terra *

sono pieni della tua gloria.

Ti acclama il coro degli apostoli *

e la candida schiera dei martiri;

 

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *

la santa Chiesa proclama la tua gloria,

adora il tuo unico figlio, *

e lo Spirito Santo Paraclito.

 

O Cristo, re della gloria, *

eterno Figlio del Padre,

tu nascesti dalla Vergine Madre *

per la salvezza dell'uomo.

 

Vincitore della morte, *

hai aperto ai credenti il regno dei cieli.

Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *

Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

 

Soccorri i tuoi figli, Signore, *

che hai redento col tuo sangue prezioso.

Accoglici nella tua gloria *

nell'assemblea dei santi.

 

Salva il tuo popolo, Signore, *

guida e proteggi i tuoi figli.

Ogni giorno ti benediciamo, *

lodiamo il tuo nome per sempre.

 

Degnati oggi, Signore, *

di custodirci senza peccato.

Sia sempre con noi la tua misericordia: *

in te abbiamo sperato.

 

Pietà di noi, Signore, *

pietà di noi.

Tu sei la nostra speranza, *

non saremo confusi in eterno.

 Amen.


Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.

Tibi omnes ángeli, *

tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *

incessábili voce proclamant:

 

Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *

Dóminus Deus Sábaoth.

Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuae.

Te gloriósus * Apostolórum chorus,

te prophetárum * laudábilis númerus,

te mártyrum candidátus * laudat exércitus.

Te per orbem terrárum *
sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;

venerándum tuum verum * et únicum Fílium;

Sanctum quoque * Paráclitum Spíritum.

 

Tu rex glóriæ, * Christe.

Tu Patris * sempitérnus es Filius.

Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *

non horruísti Virginis úterum.

Tu, devícto mortis acúleo, *

aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.

Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *

quos pretióso sánguine redemísti.
ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
 

Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *

et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per síngulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *

et in sæculum sæculi.

Dignáre, Dómine, die isto *

sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.

Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *

quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *

non confúndar in ætérnum.
  Amen.